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Gandhi

Oggi, 15 novembre, per gli hindù é il Capodanno indiano, il Diwali. La parola “Diwali” tradotta significa “fila di luci” e in occasione di questa festa le famiglie attuano rituali di purificazione, rinnovano e puliscono a fondo la casa, il giardino, il corpo. Vengono cantati mantra e si fanno offerte alle divinità.

Diwali dura cinque giorni e ieri notte, nel quinto ed ultimo giorno dei festeggiamenti, quello della notte più scura, si é celebrata la Puja solenne (la puja é il rituale simbolico di offerta). Uno dei rituali più significativi di questa festa é l’accensione delle lampade ad olio, per illuminare le case, le strade, i templi. Una delle credenze tradizionali vuole che la dea Lakshmi si rechi nelle case illuminate per portare i suoi doni: fortuna, pace, armonia, salute. Milioni di candele vengono accese ogni anno in tutto il mondo per celebrare la vittoria della luce sull’oscurità.

La classe di questa mattina si é ispirata a Diwali, con l’intento di alimentare la nostra luce interiore e “lasciare andare” le ansie e le preoccupazioni con cui ognuno di noi ha dovuto fare i conti in quest’anno così difficile. Mettere da parte paura e sofferenza, portare luce in questo periodo oscuro e difficile, ritrovare forza e dare un senso a tutto quanto sta succedendo. E forse contribuire alla realizzazione di un futuro migliore, perché il contributo di ognuno di noi, unito a quello degli altri diventa qualcosa di grande. Come dice Svamini Hamsananda Ghiri,  “da una sola luce insieme, uniti nelle diversità, possiamo accendere milioni di luci per un futuro migliore” .

Con questo intento, abbiamo lavorato su una sequenza di “purificazione”. Con twists per eliminare “tossine” dal corpo fisico e blocchi emotivi in quello spirituale. Con posizioni di forza per incrementare il “calore interno” che brucia alimentato dal soffio di “ujjayi” a trasportare energia, scintillante e vibrante in ogni asana. Perché le posture sono un mezzo potente che abbiamo a disposizione per incanalare energia nuova e spazzare via quella esausta. E per farlo abbiamo lavorato lentamente, portando ossigeno alla nostra fiamma interiore, e giungere in pincha mayurasana, la posa della coda del pavone, ed essere luce. Qualcuno di noi ci é arrivato qualcunono, ma non é il risultato che conta. Aprirsi in questa bellissima asana di equilibrio sulle spalle non é semplice.

Il pavone é il simbolo della grazia rivelata, grazia che ci rivela la nostra essenza che é luce scintillante.

Buon Diwali yogi

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pranayama

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