Domenica scorsa, superando il mio scetticismo riguardo agli workshop online, ho seguito per tutta la giornata Alessandra Martin e Marcello Villirillo nell’esplorazione delle pratiche di risveglio consapevole della kundalini. Il titolo del workshop: “i bandha questi sconosciuti”.

Così come il serpente sostiene la terra e le sue montagne, così la kundalini è il sostegno di tutte le pratiche dello yoga. Questa Kundalini addormentata viene risvegliata per grazia del guru e tutti i loti, ovvero i chakra e i nodi, ovvero le nadi, vengono aperti. A quel punto sushumna, cioè il canale energetico centrale dislocato lungo la colonna vertebrale, diventa la via del prana, la mente è libera da tutte le connessioni e si evita la morte – hathayoga pradipika

Parto raccontando di me e di Alessandra, una “scoperta” recente. Sono capitata sul suo profilo Instagram per caso, ma ho sentito subito vibrazioni piacevoli in quel suo modo “così asciutto di mostrarsi”, lontano anni luce dall’abbaglio urlato di alcuni profili che stanno trasformando lo yoga in una pratica da supermercato. Ho provato una sua classe, che ha risuonato dritta nel cuore, così ne ho fatta un’altra per vibrare ancora. Poi é arrivata la sua proposta nella forma di workshop, con un programma di quelli “tosti” su argomenti “sottili” (il programma lo trovate qui sotto) e a mio parere “difficili da spiegare”. I bandha. Letteralmente lucchetti o chiusure energetiche, che tutti i praticanti dovrebbero più o meno aver sentito nominare in classe, e che forse hanno anche “attivato”. Per destreggiarli, sia nella pratica sul tappetino che nel pranayama, ci vuole un certo grado di consapevolezza del proprio corpo che si sperimenta negli anni.

Durante il workshop, sia la mattina che il pomeriggio, abbiamo sperimentato delle pratiche che a partire dal “grossolano e muscolare”, ci hanno condotto verso quell’espansione consapevole che agisce su tre livelli. Ovviamente nello spazio di un workshop il lavoro è embrionale. La sperimentazione necessariamente passa attraverso il proprio percorso personale di pratica, che negli anni si “raffina” sempre di più o quantomeno, dovrebbe.

Ad ogni modo sia la mattina che il pomeriggio sono volati via. Abbiamo esplorato il racconto di quel “processo verso la “leggerezza” , provando a “sentire” l’attivazione dei bandha – e ascoltato il racconto dei “nodi” ( nodo di Brahman, di Visnhu, di Shiva) che la Kundalini deve superare nel suo risveglio e risalita verso l’alto.

Attivando i bandha agiamo direttamente sui granthi per sbloccarli. Questi varchi-cancelli, sono blocchi psicologici che limitano la nostra crescita. Ad ogni varco è collegata un’area di manifestazione dei nostri potenziali. Ma per essere disciolti si richiede un salto di consapevolezza. E proprio lavorando sui bandha nella pratica delle asane (bellissima la pratica condotta da Alessandra sul movimento associato al muoversi delle forze apana e prana anche attraverso l’uso dello sguardo) e del pranayama (condotto da Marcello), insieme ad una dieta satvica e al rispetto di yama e niyama, che avviamo un “processo trasformativo a cottura lenta” (richiede una pratica di anni per l’affinamento), che ci conduce ad attraversare gli stadi dal grossolano, al mentale, al spirituale, all’equilibrio e al pieno godimento del nostro potenziale di saggezza, di conoscenza e di luce.

Nel viaggio di questa giornata, Alessandra e Marcello, hanno cercato di trasferirci, con gentilezza e gran capacità, il loro bagaglio di conoscenza, frutto e sintesi degli insegnamenti che hanno ricevuto entro il lignaggio di Krishnamacharya (Ramaswami, Mohan, K. Desikachar) e degli altri loro maestri. Il viaggio si é concluso riportandoci “a casa”. La nostra casa, nel nostro corpo. Di rimando in rimando, dal teorico al pratico. Da Patanjali, dove tutto ha avuto inizio e fine, agli altri testi classici, Bhagavad Gita, l’Hathayoga pradipika, ai Vedanda, alla Shiva Samhita, alla Gheranda Samhita, al mito del fiume Sarasvati che sparisce, a Borges, a Brancusi. E più di qualcosa l’ho dimenticato di sicuro….perdonatemi!

Photo on https://www.imperialtransilvania.com/it/2020/02/01/leggi-notizia/argomenti/places-of-interest-1/articolo/la-colonna-senza-fine-di-constantin-brancusi.html


Vi lascio il programma. Sabato mattina:

  • Cos’è un bandha? Introduzione agli aspetti teorici e simbolici  
  •  I granthi, i nodi psichici. Rapporto tra bandha e granthi
  •  I bandha negli asana. Istanze tecniche dei bandha rispetto alla pratica del vinyasa nei tre differenti stadi
  • Elementi tecnici dei bandha rispetto alla pratica del pranayama 
  • Sentire i bandha. Esercizi di percezione dei sigilli energetici

Sabato pomeriggio:

  • Pratica somatica di vinyasa
  • Pratica somatica di pranayama
  • Meditazione sui granthi

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